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PIU’ INNOVAZIONI E PIU’ RISCHI: RICCHEZZA E HACKERS

Con internet, le utilità aumentano. Ma crescono anche i problemi. Tra questi, le informazioni false e gli hackers e i crackers ossia la pirateria informatica. Un operatore sconosciuto potrebbe, in teoria, persino manomettere i sistemi di comando dei missili atomici. Lo stesso potrebbe avvenire per l’energia elettrica, per l’acqua e per gli scambi ferroviari: sono tutti comandi raggiungibili con internet e, quindi, attaccabili dagli hackers. Parliamone con Dario Rivolta, Roberto Polillo, Mario Furlan, Ignazio La Russa.

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Si possono fare cose negative con Internet?
Rivolta: “Purtroppo, si possono fare: dalla pedofilia, ai furti, allo spionaggio, c’è chi entra nelle banche dati più segrete per manometterle”.
E, allora, che giudizio diamo di internet?
Rivolta: “In Internet c’è del bene e del male. Male, significa, appunto, manomettere i dati in rete e, cioè, distruggere o modificare ciò che è presente in un altro computer di un utente internet. Leggere i segreti di un’azienda o di un reparto militare”.
E come si fa a difendersi dalle cose negative di internet?
Rivolta: “Bisogna iniziare. Leggere qualcosa. Farsi spiegare Internet da un amico. Poi comprare un proprio pc. E, adagio adagio, inizieremo a sapere di più e a vivere meglio nel nostro tempo”.
E le grandi unità, come organizzano le loro difese?
Rivolta: “Gli stati e le società commerciali dovranno fare grandissimi investimenti in macchinari e formazione dei propri dipendenti”.
I nostri conti correnti sono a rischio hacker?
Polillo: “Ogni sistema può essere violato. Ma, attualmente, i sistemi bancari sono ben protetti e coperti da assicurazione”.
Ma il singolo rischia o no, a causa degli hackers?
Polillo: “Non si rischia tanto di perdere del denaro. Rischia di avere il pc infettato da un virus. Il quale distrugge o danneggia tutti i file. Se abbiamo scritto cinquanta pagine di appunti e riceviamo un virus, rischiamo di non trovare più nulla”.
Sappiamo che internet sta diventando un mezzo di informazione di primo piano, ma esiste il rischio di una disinformazione?
Rivolta: “La disinformazione c’è sempre stata, il problema è che con internet, la diffusione di notizie false assume una maggiore efficacia”.
Ad esempio, qual è un caso di calunnia on line?
Rivolta: “Ricordo un caso pratico che riguardò il partito della Lega Nord. Venne creato un sito apparentemente “ufficiale” della Lega Nord, contenente però comunicazioni che non provenivano da questo partito, ma erano filonaziste, estremiste e razziste, scritte - evidentemente - da qualcuno che voleva discreditare proprio il partito della Lega”.
Sono frequenti questi casi di diffamazione?
Rivolta: “Ho indicato un caso politico, ma ce ne sono tanti che riguardano le singole persone, spesso conosciute al pubblico, che vengono diffamate proprio attraverso la diffusione di notizie false sul loro conto”.
Dunque, Internet è un mezzo di informazione poco credibile?
Furlan: “Esiste una hit parade dei mezzi informativi. Al primo posto c’è la televisione, che proponendo delle immagini visibili dal pubblico, sembra quasi attestare la veridicità delle informazioni fornite. Al secondo posto c’è la carta stampata che, soprattutto grazie ai quotidiani più noti, acquista più autorevolezza”.
E Internet, in che posizione è, tra i media?
Furlan: “Al terzo posto internet, che offre notizie attraverso i siti e che, a differenza dei primi due mezzi informativi, ha molti meno controlli. Anche io sono stato vittima di atti diffamatori su internet”.
Come è accaduta, questa diffamazione?
Furlan: “Avevo allontanato un mio collaboratore, il quale diffuse notizie false sul mio conto. Queste informazioni vennero riportate su un sito e rimasero per un certo tempo pubblicate, così da essere lette da tantissimi utenti. Poi ottenni la rettifica”.
Internet significa globalizzazione?
La Russa: “Certo, la rete è proprio un elemento importantissimo di quell’unione commerciale di tutti i popoli della terra, che è la globalizzazione”.
E chi sono i no-global?
La Russa: “Sono un insieme di organizzazioni politiche di tantissimi tipi, cattolici, comunisti, anarchici, pacifisti, oltre a tantissimi altri che si oppongono a quelli che chiamano gli “effetti perversi della globalizzazione”.
Adesso anche i No-global si tengono in collegamento e si coalizzano da una parte all’altra del globo.
La Russa: “Indubbiamente il fenomeno Internet è in espansione addirittura tra chi combatte la globalizzazione, come i no global. Proprio per questo ora è necessario creare un’etica e una serie di norme”.
Che giudizio complessivo possiamo dare a internet?
La Russa: “Internet non è né buono né cattivo. E’ l’uomo che conta. Internet, a seconda dell’uso che ne fa, lo può far apparire come uno strumento positivo o negativo. E’ per questo che, come dicevo prima, è necessario prevedere delle regole precise”.

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Per approfondire  
Siti  
   
www.infocit.it  
www.dreambay.it  
www.webtv.com  
www.computer-inside.bbk.org  
www.antivirus.com  
www.computer-inside.bbk.org  
www.hardwareupgrade.it
www.antivirus.com  
www.hackerjournal.it  
www.zdnet.it/antivirus  
www.virustop.interfree.it

www.fuoristrada.it/tipsandtircks/3.html

 
   
Letture

 

Bagnoli R., Ordini, senza riforma persi 9 mila miliardi, Corriere della Sera, 30/05/2001, p. 23

Cucinotta A., Il caso Microsoft: verso il monopolio di Internet? (Nota a U. S. Supreme Court [Usa], Columbia, 23 giugno 1998, Gov. Usa c. Microsoft corp. e U. S. Supreme Court [Usa], Columbia, 11 dicembre 1997, Gov. Usa c. Microsoft corp.).

De Kerckhove D., Brainframes, Technology, Mind and Business Bosch & Keuning,

1991

Gentile T., Internet e le autostrade dell’informazione, Ist, Bologna 1995

Hafner K., Markoff J., Cyberpunk: Outlaws and Hackers on the Computer Frontier, Simon & Schuster 1991

Levy S., Hackers, Anchor/Doubleday, 1984

Seminara S., La pirateria su Internet e il diritto penale. Riv. trim. dir. pen. economia, 1997, 71 Foro it., IV, 1998, 343

Sieber U., Responsabilità penali per la circolazione dei dati nelle reti internazionali di computer - Le nuove sfide di Internet, in Riv. trim. dir. pen. economia, 1997, 743 e 1193.

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