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diretto da Amedeo Nigra

 

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15 Novembre 2007

L'UNIVERSO LEGALE DI WIKIPEDIA

di Alessandro Bottoni

Sommario

Wikipedia ed i suoi meccanismi.................................................................................................................................... 1

La stesura degli articoli e la loro discussione.................................................................................................................. 2

Le “edit war”............................................................................................................................................................... 3

La natura legale di Wikipedia........................................................................................................................................ 4

Wikipedia ed il Diritto d'Autore..................................................................................................................................... 6

Le licenze libere............................................................................................................................................................ 9

Wikipedia e la Diffamazione........................................................................................................................................ 10

Wikipedia ed il problema dell'anonimato...................................................................................................................... 10

Il meccanismo della “Peer Review”.............................................................................................................................. 11

Il Caso Wikipedia/Massimo Del Papa......................................................................................................................... 12

Una nota sociologica................................................................................................................................................... 13

Lezioni Apprese.......................................................................................................................................................... 14

Intervista a Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia........................................................................................... 15

Intervista a Massimo Del Papa..................................................................................................................................... 18

Elenco delle leggi citate................................................................................................................................................ 19

Elenco dei siti citati...................................................................................................................................................... 19

Elenco personalità citate.............................................................................................................................................. 21

 

Wikipedia ed i suoi meccanismi

Quesito del paragrafo: come è fatta e come funziona Wikipedia, la più grande enciclopedia online del pianeta?

Sintesi del paragrafo: Wikipedia è un vasto e complesso sito web all'interno del quale chiunque può pubblicare, anche anonimamente, ogni sorta di articoli. L'unico limite è che siano di tipo “enciclopedico”.

Wikipedia è la più grande enciclopedia online esistente. Al momento, (Novembre 2007) contiene all'incirca 5.300.000 articoli (cioè “voci”) in oltre 250 lingue diverse, redatti da oltre 75.000 volontari. La versione inglese di Wikipedia, che è di gran lunga la più ampia, contiene poco meno di 2.000.000 di articoli. Quella in lingua italiana ne contiene circa 330.000. Per confronto, l'Enciclopedia Britannica Online, in inglese, arriva appena a 120.000 articoli e MS Encarta si ferma a 63.000. Wikipedia è anche, di gran lunga, il sito web più famoso e più citato del mondo. Per la qualità dei suoi articoli ha vinto diversi premi e viene abitualmente usata come sito di riferimento da professionisti ed intellettuali di ogni tipo, di ogni livello e di ogni provenienza. Si può dire, senza timore di smentita, che Wikipedia abbia rappresentato una vera rivoluzione per la cultura umana. Grazie ad Wikipedia, la conoscenza accumulata dall'uomo nel corso dei secoli ha trovato un posto dove raccogliersi, sedimentare e divenire accessibile gratuitamente a chiunque sia interessato.

Wikipedia però è anche un sistema molto ampio e molto complesso. È possibile farsi una idea precisa della sua complessità leggendo il sistema di help di Wikipedia stessa, a partire dalla pagina di presentazione del progetto, reperibile a questo indirizzo: “Wikipedia”. Wikipedia, infatti, è soltanto uno dei numerosi progetti che vengono sviluppati da Wikimedia Foundation, una fondazione non-profit americana, fondata e finanziata dal giovane e discusso imprenditore Jimmi Wales. Wikimedia Foundation ha la sua base a Saint Petersburg, in Florida, ed è legalmente riconosciuta in USA come fondazione di utilità sociale dedita alla educazione degli adulti. Oltre a Wikipedia, la Wikimedia Foundation finanzia e controlla anche i progetti Wikipedia, Wiktionary, Wikiquote, Wikibooks, Wikijunior, Wikisource, Wikimedia Commons, Wikispecies, Wikinews e Wikiversity. La quasi totalità dei finanziamenti di Wikimedia proviene da singoli individui che donano anonimamente pochi dollari attraverso Internet. L'ultima campagna di finanziamenti lanciata da Wikipedia nel 2006 ha raccolto circa 1.000.000 US$ in due settimane. Nel 2006 Wikimedia Foundation ha avuto un bilancio di circa 1.500.000 US$, in gran parte spesi per il noleggio di linee ad alta velocità e dei server. Wikipedia ha soltanto 7 dipendenti ed è diretta da una “board of trustees” di 7 persone (in parte dipendenti, in parte volontari). Il rappresentante legale di Wikimedia è Jimmi Wales.

Tecnicamente parlando, Wikipedia è un gigantesco sito web basato su un apposito programma, chiamato MediaWiki, che “gira” su oltre 140 diversi computer, 90 dei quali si trovano a Tampa, in Florida, una ventina ad Amsterdam ed il resto presso Yahoo in Korea. MediaWiki, il programma su cui si basa Wikipedia, è un progetto “Open Source” e come tale può essere utilizzato liberamente da chiunque lo desideri. Su MediaWiki sono infatti basati tutti i progetti della Wikimedia Foundation ed alcune decine di migliaia di altri siti web che non hanno assolutamente niente a che spartire con Wikipedia. MediaWiki è largamente utilizzato anche per la creazione di “knowledge base” aziendali, cioè raccolte di articoli che riguardano prodotti e tecniche di produzione e che vengono usati internamente dalle aziende per le loro necessità di controllo e organizzazione.

Da un punto di vista “aziendale” Wikipedia è gestita in un modo abbastanza semplice: chiunque può partecipare attivamente al progetto, sia scrivendo articoli che svolgendo le funzioni di amministratore o di “burocrate”. Non è nemmeno necessario essere membri di Wikimedia Foundation per svolgere queste attività. I singoli amministratori ed i “burocrati” vengono eletti direttamente sul web, secondo una procedura prevista dallo statuto. A garanzia del corretto funzionamento di questo sistema c'è Jimmi Wales in persona.

I “capitoli” nazionali di Wikimedia sono spesso gestiti da fondazioni indipendenti. Questo è anche il caso di Wikimedia Italia. Queste fondazioni “locali” non gestiscono né i nomi di dominio (it.wikipedia.org) né i server. Entrambe queste risorse restano sotto il controllo di Wikimedia Foundation USA. Le fondazioni nazionali si limitano a gestire l'organizzazione dei volontari e la produzione degli articoli. In pratica, agiscono da “redazioni”.

Si noti che, secondo Wikimedia Foundation, né Wikimedia USA né Wikimedia Italia possono essere considerate responsabili di ciò che viene pubblicato su Wikipedia USA e su Wikipedia Italia. Secondo Jimmi Wales ed i suoi avvocati, la responsabilità di quanto pubblicato sui loro siti web resterebbe sulle spalle dei volontari che partecipano alla stesura degli articoli. Questo punto è piuttosto controverso e viene esaminato in dettaglio nel seguito dell'articolo.

 

La stesura degli articoli e la loro discussione

Quesito del paragrafo: come vengono creati e gestiti gli articoli di Wikipedia?

Sintesi del paragrafo: Wikipedia ha una organizzazione molto semplice e “leggera”. Il contenuto degli articoli viene concordato tra i vari autori coinvolti all'interno di una apposita sezione del sito.

La stesura degli articoli di Wikipedia avviene nel modo più semplice che si possa immaginare. Un volontario si collega al sito web di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/), crea la voce che gli interessa e scrive una prima versione, magari incompleta, dell'articolo. Il volontario non deve nemmeno farsi riconoscere o registrarsi per avere accesso a queste funzionalità. Da un punto di vista tecnico, il volontario può scrivere testo originale, importare testo da altre fonti, può pubblicare immagini, filmati e suoni registrati. In pratica, un articolo di Wikipedia può contenere qualunque cosa che sia riducibile ad un file digitale. In seguito, chiunque legga quella voce di Wikipedia, ed abbia qualcosa da dire, può spingere il pulsante “modifica” e modificare l'articolo. Questo secondo redattore può aggiungere nuovo testo e nuove immagini, cancellare ciò che esiste e modificare il testo presente. Tutto questo senza bisogno di registrarsi o farsi riconoscere. Per evitare che il primo vandalo in vena di scherzi distrugga l'intera Wikipedia, ogni modifica ed ogni versione di ogni articolo vengono registrati dal sistema software. Di conseguenza, è possibile, in ogni momento, sapere chi ha effettuato una modifica, ritornare ad una versione precedente di qualunque articolo o cancellare una qualunque modifica. Su Wikipedia, infatti, non viene mai cancellato nulla. Se nascono dei contrasti sui contenuti di un articolo, i volontari possono parlarne in una apposita pagina di discussione collegata all'articolo stesso. Questa pagina è raggiungibile da un apposito link ed è visibile a chiunque, anche ai semplici visitatori occasionali. Lo scopo dichiarato di Wikipedia, infatti, è quello di raggiungere un accordo su ogni singolo articolo e pubblicare una sola versione di ogni voce. Questa voce dovrebbe rappresentare una versione dei fatti condivisa da tutti i volontari. Le discussioni necessarie a raggiungere questo accordo vengono mantenute pubbliche, in modo che il lettore possa sapere in quale modo si è arrivati alla versione dell'articolo che viene pubblicata.

 

Le “edit war”

Quesito del paragrafo: cosa succede quando due due autori di Wikipedia non sono d'accordo su cosa debba apparire all'interno di un articolo?

Sintesi del paragrafo: Non esiste una autorità superiore che possa redimere le questioni. Ogni riga di testo deve essere “contrattata” con gli altri autori, che hanno pari dignità e pari poteri. Le guerre sono all'ordine del giorno.

La volontà di pubblicare una sola versione condivisa di ogni singolo articolo porta inevitabilmente alla nascita di accese discussioni. Basti pensare a cosa può avvenire quando si trovano a dover collaborare su un articolo di calcio dei tifosi romanisti e milanisti. Queste discussioni hanno luogo sulle apposite pagine di discussione e sono spesso accompagnate da vere guerre di redazione (“edit war”). Queste guerre vengono combattute modificando o cancellando ripetutamente ciò che la controparte scrive, finché una delle due parti, esausta, abbandona il campo di battaglia. Gli amministratori di sistema possono tentare di sedare la rissa bloccando temporaneamente le modifiche alle pagine ma, se il pomo della discordia è di una certa importanza, si può anche non arrivare mai ad una vera pacificazione. Ovviamente, come in tutte le guerre, anche nelle edit war di Wikipedia vince chi può vantare l'esercito più numeroso e più determinato. Il risultato finale è che spesso viene pubblicata come “versione ufficiale” non la versione dei fatti che è storicamente o scientificamente vera ma piuttosto quella più popolare.

Le edit war mettono in evidenza anche un' altra caratteristica di Wikipedia: gli amministratori di sistema dispongono della autorità necessaria per bloccare le modifiche alle pagine e per inserire il testo “corretto” ma non ne fanno quasi mai uso. Il motivo è semplice: nessuno di loro può vantare l'autorevolezza necessaria per sostenere un punto di vista a discapito di un altro.

Si noti che le edit war non sono dovute solo a ragazzini troppo impetuosi. Si sa da tempo che persone legate ad organizzazioni politiche e religiose di vario tipo modificano abitualmente le pagine di Wikipedia che li riguardano per alterare la percezione pubblica delle loro organizzazioni e dei loro rappresentanti. Si sa, ad esempio, che lo staff di George W. Bush, come quelli di moltissimi altri uomini politici americani ed italiani, sorveglia le pagine che riguardano il Presidente USA e le modifica (in modo anonimo) secondo le necessità del momento. Persino il personale del Vaticano è stato colto in fallo mentre alterava alcune pagine che riguardavano argomenti controversi. Per tentare di arginare questo fenomeno sono stati sviluppati degli appositi strumenti software che permettono di risalire alla organizzazione a cui appartengono i volontari che apportano le modifiche. Uno di questi è WikiScanner (http://wikiscanner.virgil.gr/). L'efficacia di strumenti di questo tipo è però limitata dal fatto che qualunque militante può facilmente aggirarli semplicemente collegandosi a Wikipedia dall'anonimo PC di un Internet Cafè. Anche la fragile linea difensiva rappresentata dagli amministratori non può essere considerata sufficiente. Gli amministratori, infatti, sono utenti anonimi come tutti gli altri, eletti secondo un processo democratico che premia i gruppi grandi ed organizzati. Chiunque disponga di abbastanza consenso od abbastanza soldi da reclutare qualche centinaio di ragazzini, può facilmente infiltrare amministratori compiacenti nella struttura gerarchica di Wikipedia,

Personalmente, mi sembra chiaro che solo una diversa gestione dell'anonimato può salvare Wikipedia dal diventare un semplice ricettacolo di luoghi comuni e di slogan di parte.

 

La natura legale di Wikipedia

Quesito del paragrafo: cos'è Wikipedia, dal punto di vista legale? Una rivista? Un semplice sito web? E come vengono attribuite le responsabilità legali che derivano dalla pubblicazione di notizie?

Sintesi del paragrafo: Wikipedia è un sito web, non una testata giornalistica. Come tale, non è tenuta ad avere né un direttore responsabile né dei caporedattori o dei caposezione. L'unica persona fisica realmente responsabile di ogni dettaglio è il fondatore, Jimmi Wales.

Dal punto di vista legale, Wikipedia è semplicemente un sito web gestito da una associazione. Non è una “testata giornalistica” e quindi non è tenuta né ad avere un direttore responsabile né a dichiarare l'identità del suo editore. Questo può sembrare strano ma è la diretta conseguenza della legislazione italiana in materia di editoria digitale o, più esattamente, della sua interpretazione corrente.

La principale legge che disciplina i diritti ed i doveri degli editori digitali è la Legge N° 62 del 7 Marzo 2001. Il testo completo è reperibile a questi indirizzi:

Legge 62/2001 presso il sito del Parlamento Italiano

Legge 62/2001 presso Interlex.it

Al momento della sua pubblicazione, questa legge fu accolta da aspre polemiche, legate al timore che essa potesse porre fine alla libertà di espressione attraverso il web. Ci si può fare una idea della “temperatura” della polemica leggendo questo vecchio articolo di Peacelink: “L'informazione online ha i giorni contati”. Un altro esempio è reperibile in questo articolo di Manlio Cammarata a Interlex.it: “Non ci resta che chiudere?”. In realtà, l'allarme scatenato da questa legge non era del tutto infondato. Alcune parti del testo imponevano effettivamente l'obbligo della registrazione presso il Tribunale come “testata giornalistica” per tutti i siti web, anche quelli di tipo strettamente amatoriale:

1. Per «prodotto editoriale», ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici.

3. Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall'articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948.

Con l'obbligo della registrazione presso il Tribunale, nascevano anche gli obblighi di incaricare un Direttore Responsabile (obbligatoriamente iscritto all'Ordine dei Giornalisti) e di creare una complessa struttura aziendale che era chiaramente incompatibile con le possibilità tecniche ed economiche della stragrande maggioranza dei gestori di siti web. Questo avrebbe segnato, di fatto, la fine del fenomeno “editoria sul web” in Italia, in stridente contrasto con quanto stava succedendo nel resto del mondo.

Si può approfondire la questione attraverso i seguenti link.

Articoli di Punto Informatico sulla Legge 62/2001

Speciale “La nuova legge sull'editoria” ad AmigaLife

“La nuova legge sull'editoria ed i rischi penali dell'informazione online” a Altalex.com

Questa situazione, palesemente anticostituzionale, è stata parzialmente corretta da una intervista rilasciata dal Sottosegretario di allora, Vannino Chiti, a Repubblica all'indomani dell'approvazione della legge. L'intervista originale è reperibile al seguente indirizzo.

Chiti: “Si deve registrare solo chi chiede contributi” a Repubblica.it

A seguito di questa intervista, la Magistratura ha sostanzialmente adottato l'interpretazione proposta da Chiti, con il risultato di escludere quasi tutti i siti web dall'obbligo di registrazione e dagli obblighi ad esso conseguenti. Le principali eccezioni a questa regola sono state finora i quotidiani e le riviste che hanno anche una corrispondente versione cartacea, come Repubblica o Panorama. Per la prima volta nella storia, quindi, una legge votata a maggioranza dal Parlamento di una Repubblica Democratica è stata “emendata” dall'intervista rilasciata da un membro del Governo ad un quotidiano. Si possono leggere le interpretazioni della legge 62/2001 successive all'intervista di Chiti nei seguenti articoli.

“Editoria: la nuova interpretazione di Chiti” a Punto Informatico.

“Siti amatoriali esenti dall'iscrizione?” a Interlex.it

“Nel ROC solo gli editori che prevedono ricavi” di Manlio Cammarata a MCReporter.info

“Nuova legge sull'editoria. Cosa prevede realmente.” A ApogeOnLine.

Una analisi della situazione attuale (2006) è reperibile a questo indirizzo:

“Editoria: i siti internet devono siottostare alla legge 62/2001” ad Ikaro.net

Da allora, sono già state emesse alcune sentenze che confermano questa interpretazione della legge. Se ne può trovare traccia nei seguenti articoli.

Tribunale di Aosta, Sentenza 22 del 15 Febbraio 2002, riportata da Peacelink.org

“Assolto! Non indicava lo stampatore sul sito” a Punto Informatico

In ogni caso, a Febbraio 2002 era già intervenuta una Legge sull'Editoria della Comunità Europea a chiarire alcuni degli aspetti più oscuri ed inquietanti della Legge Italiana 62/2001. Si può approfondire l'argomento al seguente indirizzo.

“Editoria: la Protesta ha vinto (a metà)” a Punto Informatico

Di conseguenza, anche Wikipedia viene ora considerata un normale sito sito web non soggetto a nessun particolare obbligo, in ottemperanza dell'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana. La conseguenza più diretta di questa decisione è che Wikimedia, come organizzazione, non è direttamente responsabile di ciò che viene pubblicato sulle pagine di Wikipedia. Il solo responsabile resta il volontario che fisicamente pubblica il materiale. La posizione legale di Wikipedia è la stessa anche nella stragrande maggioranza degli altri paesi del mondo. Solo in Cina ed in pochissimi altri paesi del mondo, infatti, è necessaria una specifica autorizzazione per pubblicare un sito come Wikipedia.

In realtà, come vedremo, questa interpretazione della legge è attualmente in fase di analisi da parte di diversi tribunali, sia in Italia che all'estero, a seguito di alcuni spiacevoli casi di diffamazione. Secondo alcuni osservatori, Wikimedia Foundation potrebbe essere ritenuta responsabile di favoreggiamento o di negligenza (omessa sorveglianza) e costretta a pagare i danni alle persone diffamate.

 

Wikipedia ed il Diritto d'Autore

Quesito del paragrafo: Wikipedia rispetta le leggi sul diritto d'autore? Come ci riesce?

Sintesi del paragrafo: Wikipedia ha profuso una grande quantità di energie nella tutela del diritto d'autore sulle sue pagine. I risultati sembrano essere decisamente confortanti.

Una delle principali preoccupazioni di Jimmi Wales e dei suoi collaboratori è stata, sin dall'inizio, quella di non infrangere i copyright esistenti sui testi, sulle immagini e sul resto del materiale usato per la creazione degli articoli. Dato che chiunque può partecipare attivamente alla stesura degli articoli, anche in forma anonima, Wikipedia, come organizzazione, non può fornire delle reali garanzie su questo punto. Per questo motivo, la responsabilità di eventuali violazioni del copyright, così come la responsabilità della qualità degli articoli, viene fatta ricadere sui singoli volontari. Ecco cosa dice a questo proposito l'help del sito di Wikipedia USA:

Who is responsible for the articles on Wikipedia?

You are! Actually, you can even edit this very FAQ, so long as the edits are helpful. This is a collaborative effort. Thousands of people have contributed information to different parts of this project, and anyone can do so, including you. All you need is to know how to edit a page, and have some encyclopedic knowledge you want to share. The encyclopedia provides users with a certain amount of freedom.

You can learn who is responsible for the most recent versions of any given page by clicking on the "Page history" link. Nevertheless, if you spot an error in the latest revision of an article, you are highly encouraged to be bold and correct it. This practice is one of the basic review mechanisms that maintains the reliability of the encyclopedia. As a result, Wikipedia has become one of the most extensive information libraries available on the Internet.

Per questo motivo, vengono fornite delle informazioni molto chiare e dettagliate ai volontari che intendono partecipare alla stesura degli articoli. Ecco cosa recita a proposito di copyright la pagina di aiuto intitolata “Cosa non mettere su Wikipedia”:

Qui di seguito si indicano i principali elementi che non sono da mettere su Wikipedia:

  1. Vandalismi (ovviamente). Cancellare una pagina o rovinarne il contenuto in qualsiasi modo è un'azione inutile che fa perdere tempo a chi effettua il vandalismo e a chi rimette le cose a posto.

  2. Materiale protetto da copyright. Prima di fare un copia e incolla da qualche sito, assicurati sempre che il materiale sia riutilizzabile liberamente. Se non sono presenti indicazioni in tal senso, si assume la presenza di un copyright, perciò NON copiare: prendere spunto è permesso, plagiare no. Per segnalazioni di violazioni, si veda qui.

A conferma di questo, ecco cosa recita la pagina di help intitolata “Cosa mettere su Wikipedia”:

In realtà, per sapere cosa mettere su Wikipedia sarebbe auspicabile prima di tutto capire cosa non mettere, leggendo la pagina "cosa non mettere su Wikipedia". Tutto ciò che non è indicato su quella pagina è consentito, a meno che la comunità non si pronunci diversamente.

Con questa premessa, specifichiamo ora alcuni punti fermi su ciò che è accettabile in Wikipedia:

  1. Materiale originale, ovviamente. Con questo non si intendono ricerche originali, bensì materiale neo-redatto su argomenti già noti e consolidati. Naturalmente non è nemmeno accettabile materiale copiato pari-pari da altre fonti, escluse le eccezioni indicate nel punto seguente.

  2. Materiale di pubblico dominio; non coperto da copyright (diritto d'autore); distribuito con una licenza compatibile con la GFDL; materiale di cui gli autori rilascino espressamente autorizzazione all'utilizzo su Wikipedia. A tal proposito non vi sono differenze fra testo, immagini, grafica, file multimediali, programmi, ecc.

Le politiche aziendali di Wikipedia sono coerenti con la legislazione esistente in tema di diritto d'autore nella stragrande maggioranza dei paesi del mondo e, in particolare con quella italiana. Si può avere conferma di ciò rileggendo le principali leggi che regolano la materia nel nostro paese. I testi sono disponibili ai seguenti indirizzi.

Legge 633 del 22 Aprile 1941 sul Diritto d'Autore a Interlex.it

Legge 633 del 22 Aprile 1941 sul Diritto d'Autore sul sito della SIAE (Formato PDF)

Legge 68 del 9 Aprile 2003 (Legge Urbani sul peer to peer) a Interlex.it

Legge 68 del 9 Aprile 2003 sul sito della Cassazione

Decreto Legge 72 del 22 Maggio 2004 ad Interlex.it

Legge 128 del 21 Maggio 2004, conversione del Decreto Legge 72 del 22 Maggio 2004, sul sito del Parlamento

Si noti, in particolare, come le modifiche apportate negli anni alla legge 633/1941 abbiano cambiato solo marginalmente il quadro generale della normativa. L'uso di materiale coperto da diritto d'autore, così come viene messo in atto da Wikipedia, resta regolato sostanzialmente dagli stessi principi esistenti prima della nascita di Internet e del World Wide Web. Questi principi di base sono gli stessi enunciati dalla Convenzione di Berna del 1886 ed adottati in seguito dal WTO attraverso il WIPO. Le novità normative degli ultimi anni hanno riguardato soprattutto i fenomeni della copia privata e dello scambio di file (P2P, Peer-To-Peer o File Sharing, che dir si voglia), due fenomeni che non riguardano Wikipedia così come non riguardano nessun altro sito web esistente.

Wikipedia fa uso di materiale coperto da diritto d'autore solo nei limiti previsti dalle leggi italiane, e da quelle di altri paesi, sotto la clausola del “fair use” o del “diritto di corta citazione”. In particolare, l'articolo 70 della Legge 633 del 1941 prevede quanto segue.

1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all'utilizzazione economica dell'opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.

2. Nelle antologie ad uso scolastico la riproduzione non può superare la misura determinata dal regolamento, il quale fissa la modalità per la determinazione dell'equo compenso.

3. Il riassunto, la citazione o la riproduzione debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta.

Wikipedia Italia dispone di un apposito sistema software (“RevertBot”) che confronta il testo delle pagine di Wikipedia con testi simili presenti sulla rete e segnala eventuali casi di plagio agli amministratori. Se ne può trovare una descrizione al seguente indirizzo, insieme all'elenco delle pagine che sono state segnalate come possibili violazioni del copyright.

RevertBot

Wikipedia Italia, diversamente da quella USA, non fa uso di immagini, filmati o registrazioni audio che pure sarebbero pubblicabili “in estratto”, seguendo la logica del fair use. Recentemente, il consiglio direttivo di Wikimedia ha addirittura deciso di rimuovere dalle pagine di Wikipedia tutte le immagini delle costruzioni architettoniche per non incorrere in possibili querele legate al diritto d'immagine ed al diritto d'autore. Questa decisione è stata la conseguenza di una surreale minaccia di querela inoltrata dal Polo Museale Fiorentino a Wikipedia. Se ne può trovare una traccia in questo articolo:

“Wikipedia cede al diritto d'autore italiota” a Punto Informatico

Wikipedia, come organizzazione, non ha una politica che preveda di contattare sistematicamente i detentori dei diritti e di ottenere una loro specifica autorizzazione per la pubblicazione dei materiali. Nulla vieta però al singolo volontario di mettere in atto una procedura di questo tipo. Se esiste una autorizzazione specifica per Wikipedia, questa può essere segnalata al momento della pubblicazione con un apposito “marcatore” (“tag”). I dettagli di questa procedura sono disponibili in queste pagine dell'help:

http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Copyright_immagini

http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Diritto_d%27autore

Ciò che vale per le immagini vale anche per i filmati, per le registrazioni audio e per il software. Nonostante le evidenti differenze che esistono tra questi materiali, la legislazione che deve essere rispettata è sostanzialmente identica in fatto di copyright e autorizzazioni.

I detentori dei diritti d'autore che ritenessero che Wikipedia abbia violato un loro diritto possono intervenire in due modi: rimuovendo direttamente il materiale incriminato da Wikipedia con le proprie mani o contattando gli amministratori. Wikipedia prende molto sul serio questo tipo di contestazioni e provvede a rimuovere immediatamente il materiale sospetto. Esiste addirittura una intera sezione dell'help che tratta di questo argomento, reperibile a questo indirizzo: “Sospette violazioni di copyright”. In casi estremi, è sempre possibile rivolgersi al rappresentate legale di Wikipedia, Jimmi Wales, il cui indirizzo è reperibile a questa pagina dell'help: “Rappresentante legale”.

A conclusione di questo discorso sul copyright, si può sicuramente dire che Wikipedia fa tutto il possibile per rispettare la legislazione sul copyright, in Italia come nel resto del mondo.

Parlando di copyright, non si può dimenticare l'aspetto più ammirevole di Wikipedia: tutto ciò che viene pubblicato sulle sue pagine, nonostante sia costato molte ore di lavoro ai suoi volontari ed abbia richiesto la soluzione di una infinità di problemi tecnici e legali, è coperto da una apposita licenza (la GFDL) che permette a chiunque di riutilizzare liberamente testo e contenuti.

 

Le licenze libere

Quesito del paragrafo: molto materiale viene pubblicato sotto la tutela di una apposita “licenza libera”. Cosa sono queste licenze e cosa prevedono?

Sintesi del paragrafo: Le licenze libere sono uno strumento che permette agli autori di pubblicare su Internet testi, musica, filmati ed altri materiali e mantenere, nello stesso tempo, un minimo di controllo sull'uso che ne può essere fatto.

Molti si stupiscono della disinvoltura con cui Wikipedia e molti altri siti sembrano copiare l'uno dall'altro interi articoli, filmati, brani musicali e altri contenuti coperti da diritto d'autore. In realtà, nel nostro universo digitale questa pratica non è solo molto diffusa me è soprattutto perfettamente legale. Lo è perché questo materiale, coperto da diritto d'autore, viene rilasciato dall'autore stesso con una apposita licenza che ne permette esplicitamente questo tipo di utilizzi.

Le licenze che vengono più spesso utilizzate a questo scopo sono le famose “Creative Commons”, di origine americana. Si possono trovare tutte le indicazioni del caso sul sito italiano dell'organizzazione che le promuove: Creative Commons Italia.

Le creative commons non sono però le uniche licenze usate a questo scopo. Nel nostro paese stanno raccogliendo un vasto consenso le licenze CopyZero X messe a punto e promosse dall'associazione CostoZero. La licenza GFDL usata da Wikipedia è un altro caso di licenza libera. In origine è stata messa a punto per accompagnare la documentazione del software che viene rilasciato con le analoghe licenze libere GPL e LGPL.

Si noti come queste licenze possano essere associate a qualunque tipo di materiale sottoposto a diritto d'autore: testi, spartiti musicali, sequenze di toni MIDI, filmati, registrazioni musicali, registrazioni audio, fotografie, stampe, interi siti web, etc. Tra i diritti che vengono sempre riconosciuti gratuitamente all'utente, ci sono quelli di creare e distribuire copie dell'opera, anche attraverso canali digitali come il P2P e il World Wide Web.

 

Wikipedia e la Diffamazione

Quesito del paragrafo: Cosa succede se qualcuno usa Wikipedia per diffamare un'altra persona? Cosa può fare la vittima per difendersi e per ottenere giustizia?

Sintesi del paragrafo: Secondo Wikipedia, l'unico responsabile è l'autore del testo che, tuttavia, non è quasi mai rintracciabile. Per questa ragione c'è già chi ha citato in giudizio Wikipedia, come organizzazione, per ottenere i danni.

A differenza di quello che avviene per il copyright, Wikipedia non ha una politica specifica per salvaguardare l'immagine pubblica delle persone (e delle aziende) di cui si occupa. L'unico elemento che, indirettamente, può garantire che non vengano diffamate persone fisiche o giuridiche è la natura “enciclopedica” di Wikipedia. Wikipedia, infatti, si propone al pubblico come “fonte terziaria” di informazioni. Le fonti primarie sono quelle dove nasce nuova informazione, di solito le riviste scientifiche ed i saggi dei ricercatori. Le fonti secondarie sono quelle in cui questa informazione viene analizzata e discussa da altri, di solito commentatori e ricercatori. Le fonti terziarie, come Wikipedia, sono quelle in cui vengono esposte le tesi originarie e tutte le analisi che sono state condotte su di esse in passato. Presentandosi come fonte terziaria, e limitandosi quindi a citare lavori altrui, Wikipedia dovrebbe trovarsi al di fuori di ogni disputa ed al riparo da ogni querela per diffamazione. Questo però è meno automatico e meno certo di quello che potrebbe sembrare. Dato che sono comunque dei volontari anonimi a scrivere gli articoli, il rispetto di queste regole è tutt'altro che garantito. Se qualcuno decide di pubblicare informazioni false o diffamatorie sulle pagine di Wikipedia, queste informazioni resteranno visibili finché qualcuno non si accorgerà del falso e non deciderà di intervenire. Ne ha sperimentato le conseguenze, a sue spese, un giornalista americano di nome John Seigenthaler. Ecco come si è espresso a questo proposito in una intervista rilasciata al New York Times e riportata da Punto Informatico (vedi: “Wikipedia, stop ai contributi anonimi”):

"Su Wikipedia sono state scritte nefandezze scandalosamente velenose e false sul mio conto", sostiene Seigenthaler, ormai 78enne. "Dicono che questa enciclopedia libera si corregga da sola grazie al contributo collettivo degli utenti", conclude Seigenthaler, "ma nel frattempo, chi ci rimette è solo chi viene diffamato".

Per contrastare l'azione di vandali e diffamatori, Wikipedia ha sviluppato un apposito programma noto come “Recent Changes Patrolling”. Si tratta, in pratica, di una attività di pattugliamento del sito che viene svolta da alcuni volontari e che permette di rilevare eventuali problemi nelle modifiche più recenti che sono state effettuate alle pagine.

 

Wikipedia ed il problema dell'anonimato

Quesito del paragrafo: chiunque può pubblicare qualunque cosa su Wikipedia, senza rivelare la sua vera identità. Cosa significa questo per le responsabilità civili e penali delle persone coinvolte?

Sintesi del paragrafo: L'anonimato era stato adottato da Wikipedia come strumento di “facilitazione” per promuovere la partecipazione alla stesura degli articoli ma sta creando non pochi problemi a Wikipedia stessa. In questo momento si sta cercando un nuovo equilibrio.

Da quello che abbiamo detto, ci si potrebbe aspettare che Wikipedia si cauteli identificando in maniera sicura i volontari che partecipano alla stesura degli articoli, in modo da poter fornire le loro generalità al magistrato nel caso di una querela per diffamazione o per violazione del diritto d'autore. Non è così. Come ho già detto, chiunque può modificare “al volo” un articolo di Wikipedia semplicemente cliccando sul pulsante “modifica”. Wikipedia si tutela registrando l'indirizzo IP del computer da cui questa persona si collega ma questo meccanismo ha una efficacia molto limitata. Ad esempio, uno studente universitario che si colleghi ad Internet da un PC “pubblico” della sua università è quasi impossibile da rintracciare. Lo stesso vale per qualunque malintenzionato che si colleghi a Wikipedia da un Internet Cafè. Solo in Italia ed in Cina, infatti, è necessario presentare i documenti per accedere ad un Internet Cafè. In tutto il resto del mondo, il cliente resta completamente anonimo. Per dovere di cronaca va detto che Wikipedia prevede un meccanismo di registrazione per coloro che desiderassero collaborare in modo continuativo alla creazione degli articoli. Tuttavia, anche in questo caso, i volontari di Wikipedia sono identificati solo da un nome di fantasia (nickname) e dall'indirizzo IP del computer che usano per collegarsi. Anche l'utente registrato può quindi restare non rintracciabile, se lo desidera.

I responsabili di Wikipedia sono perfettamente consapevoli di questo e, infatti, lo stesso Jimmi Wales ha recentemente imposto un primo, debolissimo limite all'uso dell'anonimato. Secondo questa nuova regola, è necessario essere utenti registrati per poter creare nuovi articoli (ma non per modificare quelli esistenti). Questa limitazione è talmente debole da risultare addirittura risibile ma è comunque il segno di una crescente preoccupazione su questo tema.

Una conseguenza evidente dell'anonimato è che nemmeno Wikipedia ed i suoi amministratori sono in grado di rivelare la reale identità di un volontario, nemmeno su mandato del giudice. Per questo motivo, chi vedesse violati i propri diritti è sostanzialmente costretto a prendersela con il rappresentante legale di Wikipedia (Jimmi Wales).

 

Il meccanismo della “Peer Review”

Quesito del paragrafo: Ciò che appare su Wikipedia viene esaminato, criticato, discusso e modificato da una nutrita schiera di redattori, lettori e semplici curiosi. Questo processo dovrebbe portare alla creazione di articoli il cui contenuto è privo di errori e di difetti. Ma è davvero così?

Sintesi del paragrafo: In realtà, sembra che questo meccanismo porti a promuovere la versione più popolare, non quella più corretta. Questo è dovuto soprattutto all'assenza di figure di riferimento all'interno della redazione.

Il fondatore di Wikipedia, Jimmi Wales, ed i suoi collaboratori hanno sempre sostenuto che l'anonimato dei partecipanti non rappresenta un problema per la correttezza delle informazioni che vengono pubblicate su Wikipedia. Il loro ragionamento è sostanzialmente il seguente.

“Se è vero che chiunque può pubblicare informazioni false o sbagliate, è anche vero che chiunque può correggerle. Di conseguenza, sul lungo periodo, il sistema tenderà a convergere su una versione che sia accettata da tutti, indipendentemente dalle loro posizioni ideologiche. In questo modo solo le informazioni vere ed indiscutibili potranno sopravvivere”.

In pratica, secondo Jimmi Wales, la correttezza e la affidabilità delle informazioni che appaiono su Wikipedia dovrebbero essere garantite da un gigantesco e generalizzato meccanismo di “peer review” (“verifica tra pari”), molto simile a quello che viene tradizionalmente usato per garantire la correttezza delle informazioni che appaiono sulle riviste scientifiche. Come abbiamo già visto, tuttavia, questo meccanismo porta spesso a delle vere guerre tra i redattori. La versione dei fatti che esce vincitrice da queste guerre non è sempre quella scientificamente o storicamente più corretta.

Si noti che il processo di peer review avviene senza che i diretti interessati ne siano informati. Wikipedia non chiede ai suoi volontari di contattare i diretti interessati prima di stendere un articolo biografico sul loro conto. Nello stesso modo, non chiede ai volontari di contattare i detentori dei copyright per ottenere delle autorizzazioni particolari. In entrambi i casi, i volontari possono prendere queste iniziative, se lo ritengono opportuno, ma non hanno alcun obbligo di farlo. Wikipedia si limita ad impedire che vengano pubblicate informazioni non condivise e quindi probabilmente non vere e “non sedimentate” nell'opinione pubblica.

 

Il Caso Wikipedia/Massimo Del Papa

Quesito del paragrafo: Massimo Del Papa è un giornalista italiano. Alcuni mesi fa si è trovato al centro di una pesante operazione di diffamazione ai suoi danni portata avanti sulle pagine di Wikipedia. Un caso da studiare.

Sintesi del paragrafo: Si tratta di un caso doloroso e complesso, tuttora in fase istruttoria. Lo stiamo seguendo con interesse per capire quanto e come Wikipedia verrà ritenuta responsabile delle azioni dei suoi utenti.

Il meccanismo della peer review è stato messo alla prova di recente da uno spiacevole caso di diffamazione. Il 24 Maggio del 2007, la rivista online Punto Informatico ha rilanciato la notizia della denuncia per diffamazione a carico di Wikipedia Italia inoltrata da Massimo Del Papa, un giornalista de “Il Mucchio”. L'articolo originale è ancora disponibile a questo indirizzo: “Wikipedia Italia dovrà vedersela in giudizio”. La notizia della denuncia l'aveva lanciata poche ore prima lo stesso Massimo Del Papa in un articolo sul suo blog. Lo potete leggere a questo indirizzo: “Babysnakes”.

Sostanzialmente, è successo questo: qualcuno (ancora non si sa se sia stato lo stesso Massimo Del Papa o qualcun altro), ha creato in modo anonimo la voce di Wikipedia relativa a Massimo Del Papa. Nella prima versione della scheda, l'ignoto autore ha inserito del materiale che Del Papa ha trovato denigratorio. Del Papa ha cercato di correggere la pagina e, a suo dire, si è trovato a combattere da solo contro diverse persone, che sono sempre rimaste anonime. In pratica, si è trovato coinvolto in una imprevista e spiacevole “edit war”. Paradossalmente, persino gli amministratori di Wikipedia, impossibilitati a riconoscere Massimo Del Papa dietro lo pseudonimo che usava per accedere al sito, hanno finito per prendere le parti dei denigratori, ripristinando le pagine che Del Papa cancellava. Alla fine, esasperato dalla insistenza con cui gli altri editor e gli amministratori del sito continuavano a ripubblicare pagine denigratorie a suo carico, si è rivolto ad un avvocato ed ha citato in giudizio Wikipedia.

Per dovere di cronaca, va detto che Massimo Del Papa è un personaggio molto discusso. Lavora per “il Mucchio” e, a quanto pare, durante la sua collaborazione con questa rivista, è riuscito a guadagnarsi la scomunica personale del suo direttore, Max Stefani. L'articolo di Stefani è ancora reperibile a questo indirizzo: “Chi è Massimo Del Papa e perché diffama Indy” (Inutile dire che, trattandosi di Indymedia, è piuttosto difficile dire se questo articolo sia attendibile o meno). In rete, Massimo Del Papa ha suscitato molte reazioni ostili, tra cui quella di un suo collega, Andrea Scanzi (reperibile a questo indirizzo: “Chi è Massimo Del Papa e perché ce l'ha col mondo”) e quella, piuttosto divertita, di Anna Masera, de “La Stampa” (reperibile a questo indirizzo “Wikipedia a un bivio”). Si tratta quindi di un caso molto controverso.

Nonostante questo, o forse proprio per questo, il caso di Massimo Del Papa si è dimostrato estremamente interessante perché ha posto, in una sola volta, tutte le domande a cui è necessario dare una risposta:

  1. Che cos'è Wikipedia? A quali regole deve attenersi? Sappiamo che Wikipedia non è una testata giornalistica registrata e sappiamo anche che non vuole essere definita come “fonte autorevole” di informazioni ma, allora, cos'è?

  2. Chi risponde di eventuali malefatte? Wikipedia permette a chiunque di modificare il contenuto degli articoli e tiene traccia in modo assai labile dell'identità dei redattori. Nell'impossibilità di rintracciare un diffamatore, è possibile rifarsi sull'associazione che gestisce Wikipedia?

  3. Chi decide? Wikipedia ha un suo sistema interno di gestione dei contenuti. Alcuni amministratori possono bloccare l'accesso in scrittura alle pagine o rendere invisibile una pagina la pubblico. Su quali basi agiscono? Che punto di vista rappresentano?

  4. Che cosa produce il “sistema Wikipedia”? Secondo i suoi fondatori, dal confronto aperto e diretto tra punti di vista diversi dovrebbe emergere una verità che nessuno osa più mettere in discussione. Questo sistema di autoregolazione funziona veramente?

  5. Dove si trova il confine tra il diritto alla libertà di espressione (Art. 21 della Costituzione), esercitato magari in forma satirica o sarcastica, e la diffamazione a mezzo stampa? Le persone che hanno denigrato Massimo Del Papa avevano in qualche modo il diritto di farlo?

Rispondere a queste domande è francamente piuttosto difficile. Per dare una visione dei fatti abbastanza ampia ed abbastanza chiara da permettere ai lettori di formarsi una propria opinione, ho chiesto ai diretti interessati, Massimo Del Papa e Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia, di rispondere ad alcune domande. Potete trovare le loro interviste in calce all'articolo, nelle sezioni “Intervista a Massimo Del Papa” e “Intervista a Frieda Brioschi”.

La mia personalissima opinione è che, in questo caso come in quello di Seigenthaler, il meccanismo di sicurezza di Wikipedia abbia mostrato tutti i suoi limiti e che, di conseguenza, debba essere oggetto di una seria riflessione da parte di Wikimedia Foundation.

 

Una nota sociologica

Quesito del paragrafo: chi sono i redattori di Wikipedia? Quale influenza ha la loro età, il loro stile di vita ed il loro livello di istruzione sulla qualità degli articoli che producono?

Sintesi del paragrafo: Buona parte dei volontari che lavorano dietro le quinte sono studenti universitari o persino studenti degli ultimi anni delle superiori. Da alcune parti sono arrivate delle lamentele sul loro strapotere numerico e sulla loro capacità di emarginare i contenuti che non gradiscono.

Come spesso avviene su Internet, i frequentatori più assidui di Wikipedia sono i giovani, soprattutto i giovani che, per un motivo o per l'altro, hanno a che fare con l'informatica. Questa particolare struttura demografica ha degli effetti visibili sul risultato finale. Wikipedia Italia, più di quella USA, è ricchissima di articoli che trattano di hardware, software, reti digitali, calcio, sport, gossip e altri argomenti legati al mondo giovanile. Sono molto meno ricche, e molto meno precise, le sezioni che parlano di storia, letteratura, filosofia, politica, scienza e altri argomenti legati al mondo adulto.

Recentemente, questa situazione è stata al centro di alcune discussioni interne a Wikipedia. In particolare, c'è chi si lamenta dello strapotere di questi ragazzini che, per numero e per disponibilità di tempo libero, riescono facilmente a sopraffare gruppi di utenti più maturi e qualificati. Ecco cosa riporta una delle pagine interne di Wikipedia a questo proposito:

I censori di Wikipedia? Inevitabili. Sono mesi che denuncio una cricca di amministratori della wikipedia italiana sul mio blog criccawikipediaitaliana.blogspot.com/ A gennaio ho scritto a Jimbo (Jimmy Wales) personalmente delle lettere dove gli consigliavo di "bloccare" lo strapotere di gruppi di amministratori appena ventenni (che stavano impossessandosi della wiki italiana, spagnola, inglese, ecc..), creando un "gruppo di controllo" costituito da laureati selezionati e con oltre trent'anni di età. Alcuni di questi amministratori ventenni (e purtroppo persino "teenagers") sembrano essere finanche "hackers" che falsificano gli IP per bandire chi non gradiscono. Inoltre non bisogna dimenticare il crescente pericolo di gruppi politicizzati (specie dell'Europa orientale) che si servono dei canali dell'internet per fare campagne di disinformazione: ecco perché considero inevitabili questi "censori di wikipedia". Prof. Maria Rubino scritto da Prof. Maria Rubino 11/7/2007 4:29

L'articolo di sopra è stato pubblicato su La Stampa (web) di Torino nella sezione "Angolo dei giornalisti " di Anna Masera.

Wikipedia sta cercando di dare una risposta organizzativa a questo genere di lamentele ma, nel frattempo, persino il Presidente di Wikimedia Italia, Frieda Brioschi, è costretta a riconoscere che per risolvere questo problema è necessario un nuovo progetto, completamente diverso da Wikipedia:

Gentile prof. Rubino,
le modifiche che lei auspica sono già in atto: sono lieta di essere la prima a parlarle di
Citizendium, il progetto lanciato dal cofondatore di Wikipedia ormai mesi fa.

Citizendium è un nuovo progetto, molto simile a Wikipedia, ma che non permette di contribuire agli articoli in modo anonimo. Entrambe le citazioni precedenti sono state prese da questa pagina: “Discussioni utente: Frieda”. Un approfondimento è disponibile sul blog della Professoressa Rubino: http://criccawikipediaitaliana.blogspot.com/ .

 

Lezioni Apprese

Quesito del paragrafo: Wikipedia è ormai un fenomeno consolidato. Nei suoi primi anni di vita ha vissuto situazioni che sono paradigmatiche di ciò che ci aspetta sul web nei prossimi anni. Cosa abbiamo imparato dalla sua esperienza?

Sintesi del paragrafo: Sembra ormai assodato che la politica di anonimato di Wikipedia debba essere ripensata per assicurare una adeguata serietà ai contenuti. Questo però è solo il più grave dei problemi.

In conclusione di questo articolo, è possibile elencare alcune misure che Wikipedia potrebbe, e forse dovrebbe, mettere in atto per salvaguardare sé stessa da inutili querele.

La prima misura dovrebbe consistere nella identificazione sicura delle persone che partecipano alla stesura degli articoli, esattamente come fanno i progetti concorrenti Nupedia e Citizendium. Non in tutti i casi è necessario che la reale identità dei volontari venga resa pubblica attraverso le pagine del sito ma è certamente necessario che i responsabili di Wikipedia siano in grado di risalire ad essi in caso di problemi legali. Questo risultato è meno facile da ottenere di quanto potrebbe sembrare perché, come abbiamo già visto, non esiste un legame fisico tra l'identità di una persona e l'identità del PC che viene usato per collegarsi. Solo una Smart Card come la nuova “carta d'identità digitale” potrebbe risolvere alla radice il problema. Finché le Smart Card non saranno una realtà comune, l'unico modo di determinare l'identità di un “internauta” consiste nel creare un legame tra il suo nickname e qualche elemento del mondo fisico che possa essere utile per risalire ad esso. Ad esempio, le banche sono solite spedire un codice numerico di abilitazione all'indirizzo fisico del cliente, spesso con una raccomandata con ricevuta di ritorno. In casi di problemi, è possibile restringere le indagini alla persona che ha firmato la ricevuta. Ovviamente, un metodo così complesso non è utilizzabile per una attività di volontariato come Wikipedia. In alternativa, si può pensare di raccogliere un codice di abilitazione, precedentemente inviato per posta elettronica all'utente, con una telefonata automatica al suo cellulare (che, in Italia, è registrato a nome di una persona fisica) o al suo telefono fisso (che è legato ad un indirizzo fisico). Anche queste tecniche, tuttavia, sono complesse e costose. Il problema dell'identificazione resta quindi largamente irrisolto.

La seconda misura che dovrebbe essere messa in atto consiste nel vietare la pubblicazione anonima di articoli e di informazioni che riguardino soggetti giuridicamente “attivi” e “reattivi”, cioè persone fisiche viventi (o di cui siano in vita gli eredi diretti) e aziende che hanno prodotti e servizi sul mercato. In questo modo, l'eventuale parte lesa avrebbe modo di prendersela direttamente con il volontario, come è giusto che sia, senza coinvolgere l'organizzazione che ospita le sue pagine (Wikipedia). Si noti che questo non vuol affatto dire che non si potrebbero più pubblicare informazioni su persone viventi o su prodotti e servizi che si trovano sul mercato. Queste informazioni potrebbero sempre essere pubblicate, nella misura in cui chi scrive è disposto ad assumersene la responsabilità in prima persona. Imporre il rispetto di questa regola su Wikipedia sarebbe semplicissimo. Basterebbe un pulsante che permetta a qualunque visitatore occasionale di dire al sistema “questa pagina tratta di una persona vivente, o defunta da poco, oppure di un prodotto o di un servizio presente sul mercato”. Una volta in possesso di questa informazione, il sistema software potrebbe facilmente controllare che tra gli autori ci siano solo persone di cui è nota l'identità ed agire di conseguenza.

La terza ed ultima misura potrebbe essere quella di consentire la creazione di due (o più) diverse versioni degli articoli più controversi, una versione “di maggioranza” ed una “di minoranza”. In questo modo anche le versioni più impopolari, che a volte sono quelle più corrette, potrebbero comunque raggiungere il pubblico. Le diverse versioni potrebbero poi essere discusse e valutate pubblicamente. Il ruolo di Wikipedia sarebbe quindi limitato a raccogliere e presentare le informazioni disponibili, come dovrebbe sempre fare una “fonte terziaria”. La valutazione delle informazioni sarebbe invece demandata ai lettori, attraverso gli stessi meccanismi di votazione (“poll”) e di commento usati da molti altri siti web (si vedano i commenti e le recensioni degli utenti di www.amazon.com, ad esempio). Separando il ruolo della presentazione delle informazioni da quello della loro valutazione sarebbe finalmente possibile mantenere Wikipedia fuori dalle controversie più accese.

 

Alessandro Bottoni

alessandro.bottoni@infinito.it

 

Intervista a Frieda Brioschi, Presidente di Wikimedia Italia

Quesito del paragrafo: Frieda Brioschi è il presidente dell'associazione che controlla Wikipedia. Le abbiamo chiesto come cerca di mantenere sotto controllo questo progetto, così vasto e complesso.

Sintesi del paragrafo: Frieda è in totale disaccordo con l'autore sul tema dell'anonimato e difende con decisione l'attuale impostazione di Wikipedia.

Q: Quali sono gli strumenti che un utente diffamato può usare per difendersi (a parte l'ovvia denuncia all'autorità giudiziaria)?

 

A: In ordine di rapidità d'effetto:

  1. Correggere la voce che lo riguarda.

  2. Segnalare la questione alla comunità (direttamente sul sito, via IRC sul channel #wikipedia-it su freenode.net, via mailing list seguendo le indicazioni disponibili alla pagina http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Mailing_list).

  3. Scrivere via mail all'help desk di Wikimedia (info-it@wikimedia.org).

  4. Contattare l'ufficio centrale di Wikimedia Foundation (contatti disponibili sul sito http://wikimediafoundation.org/wiki/Contact_us).

Il progetto offre maggiori possibilità di correzione rispetto alle altre fonti di informazione.

Infine una piccola nota: contattare Wikimedia Italia non serve a nulla. L'associazione italiana non è in alcun modo responsabile dei progetti né dei loro server.

(NdR: Francamente, l'assenza di responsabilità di Wikimedia Italia rispetto ai contenuti che vengono creati e gestiti da una redazione di volontari che è sotto il suo controllo mi sembra tutta da dimostrare).

 

Q: Wikipedia dispone, almeno in linea di principio, di strumenti idonei a garantire il rispetto delle persone?


A: Premesso che l'Enciclopedia tratta di personaggi pubblici e raccoglie ciò che su di loro è già di pubblico dominio, il progetto non è chiaramente avulso dalla realtà, per cui tutti gli strumenti già

disponibili a chiunque nel "mondo offline" lo sono anche qui. Inoltre tutte le linee guida del progetto ribadiscono in ogni loro punto la correttezza delle informazioni, la citazione delle fonti e deprecano i punti di vista personali.

(NdR: Qui forse è il caso di ricordare che si può diffamare una persona anche riportando al pubblico informazioni vere e già note, magari perché note in precedenza solo ad un particolare ambiente sociale. Il fatto di riportare solo informazioni già note e dimostrabili non è, in sé, una garanzia di correttezza e di impunibilità).

 

Q: Secondo te, quali sono i meccanismi di sicurezza di Wikipedia che richiederebbero delle migliorie?

 

Wikipedia non ha meccanismi di sicurezza. Ha degli strumenti che possono essere usati a posteriori per correggere, cancellare, bloccare. Il progetto si basa sulla fiducia ("Presumi la buona fede") e

sull'idea che chi contribuisce a Wikipedia lo faccia per migliorare e ampliare il progetto, non per danneggiarlo.

(NdR: Se c'è qualcosa che il caso Massimo Del Papa ha dimostrato con chiarezza, è proprio che la buona fede non può essere assunta come possibile garanzia di risultati corretti. Sono molti i casi in cui persone direttamente coinvolte alterano le pagine di Wikipedia in modo fazioso.)


Q: Wikipedia è solo la punta di un iceberg. Secondo te, come si può salvaguardare la dignità dell'individuo in un mondo in cui chiunque può pubblicare qualunque cosa?

 

A: Formando gli utenti della rete, estirpando l'insana convinzione che la rete sia terra di nessuno e che tutti possano fare ciò che vogliono. Wikipedia sono anni che insegna cos'è il diritto d'autore, come funziona, chi è responsabile di quello che si scrive, ecc. Se l'alternativa fosse consentire solo ad alcuni soggetti preventivamente autorizzati (da chi?) il diritto di "pubblicare", si è forse già dimostrato che si tratta di un meccanismo ancor meno idoneo a tutelare l'individuo e la società nel suo complesso.

(NdR: Ancora una volta, se c'è qualcosa che il caso di Massimo Del Papa, e gli altri simili che hanno avuto luogo in USA, hanno chiaramente dimostrato è che questa azione di “educazione” del pubblico da sola non basta. C'è gente che sa benissimo ciò che sta facendo e non per questo si astiene dall'abusare di Wikipedia a proprio vantaggio.)

 

Q: Ci puoi descrivere brevemente quali sono gli strumenti che può usare il detentore dei diritti per difendersi da eventuali violazioni del copyright commesse da Wikipedia?

 

A: Sostanzialmente gli stessi indicati sopra:

  1. Segnalare la questione alla comunità (direttamente sul sito, via IRC sul channel #wikipedia-it su freenode.net, via mailing list seguendo le indicazioni disponibili alla pagina

  2. http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Mailing_list)

  3. Scrivere via mail all'help desk di Wikimedia (info-it@wikimedia.org)

  4. Contattare l'ufficio centrale di Wikimedia Foundation (contatti disponibili sul sito http://wikimediafoundation.org/wiki/Contact_us)

Questo per la reazione immediata; restano comunque validi tutti i meccanismi di tutela tradizionale, che il detentore del copyright di un'opera deve applicare quando un qualunque plagio avviene fuori da Wikipedia.

Le violazioni di copyright sono una grave infrazione delle regole del progetto e sono attentamente monitorate. Abbiamo un programmino (un bot) che incrocia le nostre voci con i risultati di ricerche

effettuate con Google allo scopo di segnalarci prontamente eventuali violazioni che ci sono sfuggite.

 

Q: Una persona (od una azienda) che veda violati i suoi diritti commerciali da Wikipedia può chiedere ed ottenere che gli venga rivelata l'identità del colpevole senza dover ricorrere ad un mandato del Giudice? In altri termini: fino a che punto Wikipedia, come organizzazione, è disposta a farsi carico delle responsabilità dei suoi collaboratori?

Wikipedia è un progetto, non un'organizzazione. L'organizzazione è invece Wikimedia Foundation.

La policy sulla privacy di WMF stabilisce che i dati personalmente identificabili raccolti nei log dei server possano essere resi noti nei seguenti casi:

  1. In risposta a valide ingiunzioni o altre richieste vincolanti da parte delle autorità giudiziarie.

  2. Con il permesso dell'utente interessato.

  3. A Jimbo Wales, ai suoi consulenti legali, o a dei suoi incaricati, quando necessario per investigare su lamentele di abuso.

  4. Quando l'informazione riguarda delle visualizzazioni di pagine generate da uno spider o un bot e la loro analisi è necessaria per illustrare o risolvere delle questioni tecniche.

  5. Quando l'utente ha vandalizzato voci o agito persistentemente in maniera distruttiva, i dati possono essere resi pubblici per aiutare nel individuazione degli IP da bloccare, o per aiutare la formulazione

  6. di una lamentela all'Internet Service Provider interessato.

  7. Dove è ragionevolmente necessario proteggere i diritti, la proprietà o la sicurezza della Wikimedia Foundation, dei suoi utenti o del pubblico.

Q: Quando si discute su un problema di diritto d'autore, o di una pubblicazione in generale, Wikipedia segnala la discussione all'interessato? In altri termini, le persone coinvolte in un articolo di Wikipedia, per ragioni di copyright o di immagine, vengono avvisate ed hanno modo di dire la loro?

 

A: Partecipano alle discussioni gli autori della voce e in generale la comunità di Wikipedia. Se la domanda sottintende che in caso di discussioni sulla voce "Alessandro Bottoni" tu venga avvisato, la risposta è no.

 

Intervista a Massimo Del Papa

Quesito del paragrafo: Massimo del Papa è un giornalista italiano che ha vissuto una brutta esperienza a causa di Wikipedia. Gli abbiamo chiesto cosa pensa della situazione attuale e cosa spera per il futuro.

Sintesi del paragrafo: Massimo ha una visione piuttosto pessimistica dello stato “sociologico” del web e di Wikipedia. Ovviamente, su questa opinione pesa anche la recente disavventura personale che vissuto sulle pagine di Wikipedia stessa.

Domande:

  1. Vista la tua esperienza, quali sono gli strumenti che un utente diffamato può usare per difendersi (a parte l'ovvia denuncia all'autorità giudiziaria)? Wikipedia dispone, almeno in linea di principio, di strumenti idonei a garantire il rispetto delle persone?

  2. Secondo te, quali sono i meccanismi di sicurezza di Wikipedia che richiederebbero delle migliorie? Cosa si può fare per evitare che questi casi si ripetano?

  3. Wikipedia è solo la punta di un iceberg. Secondo te, come si può salvaguardare la dignità dell'individuo in un mondo in cui chiunque può pubblicare qualunque cosa?

Risposte:

 

Fino a che non passerà, come acquisizione culturale, il valore dell'autografia in rete, ovvero il princìpio che la rete non può essere una palestra per l'anonimato, temo che ogni difesa diversa dall'autotutela giudiziaria non avrà ragion d'essere, per difetto di presupposto. Purtroppo internet è una dimensione tuttora acerba, condizionata da una impostazione, una weltanschauung immatura, che ha ingenerato l'assurda o interessata convinzione per cui “anonimo è bello”, “anonimo è giusto” (o fico, o quello che sia; comunque un metavalore assurdamente positivo). Rete e anonimato viaggiano ancora uniti, e questa è la più clamorosa sconfessione della vulgata che equipara rete e democrazia. Democrazia non è mancanza di controllo, diciamo meglio: di autocontrollo collettivo: è l'esatto contrario. Democrazia non è anarchia, assenza di regole: è precisamente l'opposto, perchè per non essere soggetti a nessuno in particolare non c'è che essere soggetti, tutti, alla legge generale: che, di passata, tutela anzitutto i più deboli. Non è che aprendo un computer le regole di una buona società debbano necessariamente cambiare; quantomeno, non è obbligatorio cambiarle, non fino a che non viene proposto qualcosa di meglio, di più funzionale, di più su misura. Ed è indubbio che questo qualcosa, finora, nessuno ha saputo proporlo. Quello che resta fermo, reale o virtuale che sia il mondo, è che non c'è democrazia senza libertà, e non c'è libertà con l'anonimato. L'anonimato può avere una sua ragione nei regimi liberticidi, come in Cina dove chi afferma qualcosa (anche in rete) può ritrovarsi da un momento all'altro in galera o sulla forca; in Italia, fino a prova contraria, questo pericolo non c'è, e dunque l'anonimato può servire solo ad alimentare diffamazioni e invenzioni, sanzionabili con gli estremi giudiziari.

Non sono un tecnico, e sul caso specifico, proprio perchè oggetto di azione specifica, non mi sembra il caso di soffermarmi qui. Posso solo dire che, come animatore a mia volta di un blog, ho bandito sin dall'inizio i commenti anonimi e io stesso, in osservanza delle regole giornalistiche (bazzico questo mestiere da circa 20 anni), firmo ogni articolo, ogni parola che pubblico; per me la rete non è diversa da un foglio cartaceo, e l'informazione resta una funzione pubblica (laddove la comunicazione è un diritto soggettivo, ancorchè costituzionalmente garantito), che come tale origina e sostanzia precise responsabilità, oltre a determinate facoltà. Sul mio blog non si possono inserire commenti, e non circolano insulti o insinuazioni di incerta origine; c'è, invece, un indirizzo di posta elettronica al quale riferirsi: le lettere più interessanti (e dalla paternità riconosciuta) vengono poi pubblicate, come per qualsiasi giornale. Nel mio piccolo cerco di mantenermi coerente e di fornire un esempio di serietà; è un problema di assunzione di responsabilità individuale, di etica della responsabilità, oserei dire. Se manca questa, ogni altro rimedio possibile diventa impossibile, perchè ogni rimedio non può che essere conseguente. Non si può fare la casa partendo dal tetto, anche se virtuale, anche se su internet.

Se così, se i presupposti restano quelli che sono, non è affatto possibile salvaguardare alcuna dignità dell'individuo (rimando alla prima risposta), sia esso chi comunica o chi è comunicato (ruoli che peraltro in rete si sovrappongono continuamente e inesorabilmente). Occorre, come dicevo, una decisa maturazione culturale, in molti sensi. Ma finchè la rete viene considerata una sorta di campo di Agramante, o di guerriglia, anziché di confronto e di crescita condivisa, temo che ben poco si possa fare; oltretutto certe tecniche rimangono irrimediabilmente obsolete, la controinformazione, la diffamazione la adottavano già i romani e non basta una patina di modernità tecnologica a renderle più attuali. Quello che trovo inaccettabile è la facilità con cui si può tentare di rovinare una reputazione, e perfino una identità. Né mi pare che questo aspetto, che spalanca scenari inquietanti, abbia ancora sortito una riflessione seria e matura: i rari casi saliti all'onore della cronaca sono stati affrontati, dai quotidiani che se ne sono occupati, con superficialità sconcertante, come una faccenda di gossip. Si continua a sprecare le parole, a intorbidarne il significato, a confondere informazione con comunicazione, libertà con libertà di mestare, che semmai è il contrario, è sopruso, è sopraffazione. Ma le parole sono importanti, termini come “democrazia”, “libertà”, non vengono coniati dall'oggi al domani e non mutano la loro specificazione dall'oggi al domani: sono il risultato di sedimentazioni concettuali, filosofiche, sociali, sociologiche, millenarie. Né ho ancora avuto notizia di provvedimenti seri, concreti, da parte di chi possiede in un certo modo le chiavi dell'altrui reputazione, atti a risolvere o almeno a (de)limitare l'incidenza di simili problemi, che investono in pieno, appunto, la democrazia e la libertà degli individui. Si sostiene che alla fine i rimedi sorgeranno spontanei, come se anche internet fosse provvista della provvidenziale (ma opinabile) “mano invisibile” attribuita al mercato. Sarà. Ma questa è una semplice previsione, non supportata da alcuna esperienza (internet è giovane, e non offre precedenti apprezzabili al riguardo) e come tale non può avere più valore di un auspicio. Mentre il valore della moderazione, intesa non come temperanza, ma come controllo da parte di chi regola il flusso di informazioni (in senso lato) su un forum o un sito, diventa sempre più fondamentale, data l'attitudine al litigio e all'aggressione che caratterizza le discussioni in rete, favorite da un anonimato becero. La domanda da porsi invece è: quali e quanti sono i danni che possono verificarsi, prima che questi presunti autorimedi sorgano per fortunata autogenesi? E inoltre: saranno danni rimediabili? E, se così non è: chi ne porta la responsabilità, chi sarà chiamato a pagarne le conseguenze? Perchè sappiamo che senza responsabilità non può esserci società, e senza sanzione non può esistere alcuna legge. Su internet ancora oggi si può sostenere di tutto e di peggio, protetti dall'anonimato. Per non parlare delle moderne tecniche di manipolazione delle immagini, che possono essere devastanti. Concedo benissimo che la tecnologia, una volta lanciata, è una bestia difficile da addomesticare: però qui mi pare che non si tenti neppure di prenderlo per le corna, questo toro, in ossequio a una malintesa, davvero malintesa “libertà” di non assumersi alcun obbligo.

Se è vero che internet è ormai immanente nella nostra vita, e che ne saremo sempre più condizionati, mi pare incredibile la leggerezza con cui certe emergenze vengono affrontate; dico per dire, chè in realtà si tratta di autentiche rimozioni. Forzate.

 

Elenco delle leggi citate

 

La principale norma che regola le attività editoriali su Internet è la Legge N° 62 del 7 Marzo 2001. Il testo completo è reperibile a questi indirizzi:

Legge 62/2001 presso il sito del Parlamento Italiano

Legge 62/2001 presso Interlex.it

La principale norma che regola la questione del Diritto d'Autore è la Legge N° 633 del 22 Aprile 1941. Alcune leggi successive hanno modificato in maniera più o meno profonda la norma originaria. I testi di queste leggi sono reperibili a questi indirizzi:

Legge 633 del 22 Aprile 1941 sul Diritto d'Autore a Interlex.it

Legge 633 del 22 Aprile 1941 sul Diritto d'Autore sul sito della SIAE (Formato PDF)

Legge 68 del 9 Aprile 2003 (Legge Urbani sul peer to peer) a Interlex.it

Legge 68 del 9 Aprile 2003 sul sito della Cassazione

Decreto Legge 72 del 22 Maggio 2004 ad Interlex.it

Legge 128 del 21 Maggio 2004, conversione del Decreto Legge 72 del 22 Maggio 2004, sul sito del Parlamento

Oltre a queste leggi ordinarie, è comunque necessario tenere la Costituzione della Repubblica Italiana, soprattutto per quanto riguarda la libertà di stampa (Art. 21) e la Convenzione di Berna sul Diritto d'Autore. I testi integrali sono disponibili a questi indirizzi:

Costituzione della Repubblica Italiana

Convenzione di Berna

 

Elenco dei siti citati

 

Siti controllati da Wikimedia Foundation:

Wikipedia

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Wikinews

Wikiversity.

Siti alternativi a Wikipedia:

Nupedia (http://www.nupedia.org)

Citizendium (http://www.citizendium.org)

Siti giuridici:

Interlex (http://www.interlex.it/) : il sito di Manlio Cammarata

Altalex (http://www.altalex.com/)

Computerlaw (http://computerlaw.it)

Siti di informazione:

Repubblica Online (http://www.repubblica.it/)

La Stampa (http://www.lastampa.it/)

Corriere della Sera (http://www.corriere.it/)

Punto Informatico (http://punto-informatico.it) (l'autore di questo articolo è uno dei redattori)

Peacelink (http://peacelink.it/)

Apogeo On Line (http://www.apogeonline.com/): sito dell'editore Apogeo, specializzato in informatica.

IkaroNet (http://www.ikaro.net/): sito dedicato ad Internet ed ai computer.

Indymedia (http://www.indymedia.org/it/index.shtml): sito di informazione indipendente.

Altri siti web:

Babysnakes: (http://babysnakes.splinder.com/): il sito di Massimo Del Papa

WikiScanner (http://wikiscanner.virgil.gr/): sito che permette di risalire alle organizzazioni a cui appartengono alcune delle persone che operano anonimamente su Wikipedia.

Wordpress (http://wordpress.com): comunità di blogger.

Free Software Foundation (http://www.fsf.org/home.it.html): fondazione che promuove lo sviluppo di software libero ed aperto. FSF è anche il creatore delle licenze GPL, LGPL e GFDL.

Movimento Costozero (http://www.costozero.org): il sito dei creatori delle licenze CopyZero X e di molte utility per la registrazione delle opere

Creative Commons (http://creativecommons.org): il sito dei creatori delle omonime licenze.

AmigaLife (http://www.amigalife.info/): sito dedicato al (defunto) computer Commodore Amiga ma ricco anche di materiale interessante dedicato vita legale della Rete.

Amazon (http://www.amazon.com): noto sito commerciale, specializzato nella vendita di libri e gadget. Amazon è famoso anche per il modo in cui raccoglie e valorizza i commenti e le recensioni degli utenti, producendo una sorta di “peer review” di liberi e prodotti.

 

Elenco personalità citate

 

Jimmi Wales : fondatore di Wikimedia Foundation

John Seigenthaler : ex-diplomatico e giornalista americano, rimasto vittima di un pesante caso di diffamazione su Wikipedia USA.

Massimo Del Papa : giornalista italiano, rimasto vittima di un caso di diffamazione su Wikipedia Italia

Frieda Brioschi : Presidente di Wikimedia Italia.

 

 

 

 


LINK GENERALI

 

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