16
Settembre 2005
FORMAZIONE PRIVATA
ASPETTANDO LA SCUOLA
INFORMATICA Sempre alta
la richiesta di corsi per imparare ad utilizzare pc e programmi
Intervista alla
Dottoressa Laura Colombo, Presidente di Etass e al Signor Italo Cozzi,
titolare della Cozzi & Banfi Concessionario Olivetti.
Quando esce un nuovo prodotto, occorre
preparare velocemente un corso esplicativo, perché – se si ritarda –
quel corso non servirà più, in quanto il prodotto da spiegare, nel
frattempo, sarà stato già superato da uno nuovo. Dunque, in attesa
della riforma disegnata da Silvio Berlusconi, con innovazioni
scolastiche adeguate ai tempi (le note "tre i", informatica, internet,
inglese), nel frattempo, la formazione sulla nuova tecnologia è
affidata ai privati. Al riguardo, abbiamo sentito la Dottoressa Laura
Colombo, Presidente di una delle migliori scuole professionali della
Lombardia ossia dell’ETAss, European Trend Association, di Seregno.
Cosa sta facendo in questo momento il
Suo istituto? ETAss in questo momento sta sviluppando dieci
master, destinati a laureati e diplomati, la cui iscrizione può
avvenire anche con e-mail, consultando il
www.etass.org. Oltre a ciò, abbiamo creato una redazione interna,
che opera sul portale di Jobonline,
www.jobonline.it. In particolare, ETAss ha ricevuto l'incarico di
sviluppare i contenuti della intera sezione formazione, segnalando
opportunità, eventi, nuovi progetti, corsi e master ed elaborando
scenari sullo sviluppo del mercato del lavoro. Infine, stiamo
partecipando ad un progetto internazionale di ricerca denominato
ETABETA, finanziato dalla Commissione Europea (programma Tentelecom).
Per avere notizie è sufficiente entrare nel sito
www.etass.org di ETAss e cliccare sul banner "scopri i vantaggi
dell'iscrizione".
Il tema internet ha ancora una forte
richiesta? Considerando l'ultimo rapporto ASSINFORM sull'ICT,
constatiamo che in Italia, parlando di numeri, oltre a quello delle
aziende del settore informatico, anche gli addetti sono in aumento per
una percentuale pari al 2,7%, con un totale di 598mila lavoratori.
Altri dati positivi riguardano il tasso di sviluppo occupazionale,
incrementato soprattutto nelle piccole imprese (8%) e il numero dei
tecnici con competenze ICT (si arriva a due milioni e 700mila persone,
circa, alla fine del 2002). I dati disponibili parlano di previsioni
di crescita continua che registrano una prospettiva di 34 milioni di
web user (cioè di persone che usano internet) entro il 2005.
Cosa non si può non sapere al giorno
d'oggi? Oggi – tra tantissime cose - non si può non conoscere
internet e l’informatica. I Master della Etass hanno proprio la
funzione di aiutare le conoscenze in queste materie.
La Regione Lombardia e la CEE aiutano
la formazione? Certo. Gli interventi pubblici avvengono spesso con
finanziamenti a fondo perso. Per la formazione, sono costituiti anche
da borse di studio. La Regione Lombardia è molto attiva e sono
numerosi i bandi diretti alla formazione, destinati alle imprese, così
come sono importanti i finanziamenti per l'organizzazione di master.
Detto questo e passando ad altro,
inoltre, nella formazione, un ruolo non secondario viene svolto dalle
imprese di distribuzione. Le quali provvedono a aggiornare
costantemente il mondo del lavoro, come ci conferma Italo Cozzi,
titolare della Ditta Cozzi & Banfi, concessionario del marchio
Olivetti.
Signor Cozzi, si può dire
che le imprese fornitrici di prodotti informatici contribuiscano a
formare chi lavora?
Non c’è dubbio. Siamo noi a
spiegare alle persone le varie innovazioni. Le imprese industriali e
commerciali come la Olivetti e, per l’appunto, come la Cozzi & Banfi,
sono un vero volano di diffusione della conoscenza.
Parlare di
“distribuzione” – come fanno gli economisti – è dunque riduttivo?
Certamente. Siamo noi a spiegare le soluzioni, i metodi e a illustrare
la nascita di nuovi prodotti e non ci limitiamo a “consegnare” i
prodotti, come si dedurrebbe dalla parola “distribuzione”.
Ma
internet può sostituite i mezzi classici di vendita? Internet fa
certamente molto e il nostro sito contiene un ottimo catalogo (www.cozziebanfi.it).
Ma, "senza l’uomo” ossia senza il contatto personale, anche per
suggerire ciò che occorre, a mio avviso, l'economia non può fare
nulla".
(www.studiolegalenigra.com)


(*) Nota:
l'articolo, scritto da Amedeo Nigra (www.studiolegalenigra.com),
è già stato pubblicato da Economia de Il Giorno il 15 Marzo 2003 e viene
qui riproposto per la sua attualità.